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    Pallamano vs Tiro a segno


    È difficile individuare un unico sport che ha dato origine alla pallamano.

    Volendo rintracciarne gli antecedenti storici, si può osservare che la pallamano presenta affinità con il gioco della palla degli antichi greci, con l’harpastrum dei Romani e con il gioco del pallone, che iniziò ad affacciarsi nel Medioevo

    La versione moderna e codificata della disciplina è da attibuire alla Germania, grazie agli sforzi degli insegnanti Max Heiser e Karl Schelenz, alla fine del XIX secolo.
    Il prestigio di Schelenz ha fatto sì che la disciplina si diffuse rapidamente in tutta Europa, aiutato dai suoi studenti.

    Nel 1946 è stata fondata la Federazione Internazionale Handball (IHF).
    In paesi come la Svezia, frequenti intemperie e le difficoltà di condivisione dei campi in erba con il calcio ha portato all'utilizzo di campi coperti. Questo ha comportato un cambiamento importante. Infatti il numero dei giocatori è sceso da 11 a 7 giocatori.

    Nonostante i cambiamenti, la pallamano ha fatto la sua prima apparizione ai Giochi di Berlino del 1936 come un evento di campo, con 11 giocatori per squadra.

    Ai Giochi di Monaco di Baviera del 1972, la disciplina è rientrata nel programma olimpico nel formato coperto e con un minor numero di partecipanti per squadra, ottenendo il consenso del pubblico.

    Nel gioco della pallamano, i giocatori cercano di segnare punti lanciando la palla nella porta degli avversari. Il campo da gioco misura 40 metri per 20 metri. La palla (in pelle sintetica con una circonferenza di 58 per 60 centimetri per gli uomini e 54 per 56 centimetri per le donne) non può essere tenuta per più di tre secondi in mano se si è fermi, e non si possono fare più di tre passi senza passarla o farla rimbalzare al suolo. Ciascuna partita si disputa in due tempi di trenta minuti ciascuno. Vince la squadra che segna più gol.

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